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Perché quasi un milione di bottiglie di vino al giorno vengono rovesciate nel lavandino?

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Quante volte ti è capitato di rientrare a casa, dopo una giornata di lavoro intensa, con l’unico obiettivo di aprire quella bottiglia che desideri da tempo e poi… delusione: sa di tappo.

Ecco, con questo articolo vogliamo fare un po’ di chiarezza su questo tema. 

Si tratta di un argomento che riguarda tutti gli attori del mondo del vino: produttori, distributori, agenti, ristoratori, sommelier, appassionati e consumatori. Tutti.

Il contesto

Nel caso in cui non fosse noto, ogni anno 360 milioni di bottiglie di vino nel mondo sanno di tappo e, di conseguenza, vengono rovesciate (non con poca rabbia) nella prima vasca disponibile.

Per ogni bottiglia corrisponde un tappo, quindi 360 milioni di tappi “incriminati”.

Il responsabile è il tricloroanisolo (TCA), una sostanza prodotta da un fungo presente nei tappi monoblocco in sughero.

Il mercato mondiale dei tappi in sughero valeva 3,2 miliardi di dollari nel 2019 con una previsione di crescita di 4,64 miliardi nel 2025 (Fonte: AGI). 

Incrociare questi dati è fondamentale per comprendere l’interesse dietro a questo mercato; può sembrare un fatto scontato che una bottiglia sappia di tappo, una cosa che da appassionati non auguriamo a nessuno, ma purtroppo dobbiamo farne i conti. Anche alla luce del fatto che il 72% dei tappi è di sughero. 

Ma perché all’anno 360 milioni di tappi sanno di tappo?

I motivi possono essere molteplici:

  • scarsa igiene durante le fasi di produzione o imbottigliamento, 
  • partita di tappi già fallati provenienti dal produttore o distributore,
  •  muffe e contaminazioni 

Accade spesso infatti che aziende agricole intentino cause contro le aziende produttrici di tappi per aver rovinato intere partite di bottiglie.

Quando parliamo di una partita intendiamo migliaia di tappi, quindi migliaia di bottiglie.

La bottiglia che stiamo bevendo noi potrebbe essere una di centinaia, di conseguenza potete immaginare il danno economico per tutti gli operatori coinvolti.

Come riconoscere il vino che sa di tappo?

Semplice.

Se al naso non fosse abbastanza evidente – molte volte siamo noi stessi a non volere che sia così – ricorriamo alla nostra infallibile bocca. 

Se l’odore non è chiaro e intenso, il sapore non può tradirci.

Ora arriviamo alla parte interessante… Come posso agire da consumatore?

SE SONO A CASA

In base a dove acquisto la bottiglia, o le bottiglie, posso avere un’idea chiara della storia. 

Se comprata in cantina dopo una degustazione dello stesso vino, ponendo attenzione a dove viene conservato il vino imbottigliato, ho la certezza che l’errore sarà ridotto al minimo.

Ma nel caso sciagurato in cui si verificasse il problema si può agire in questo modo:

  • Nell’immediato provare ad aspettare che il sentore si stemperi, difficile ma non impossibile. Anche se poi la nostra mente ci riporterà sempre al ricordo negativo del primo assaggio e di conseguenza diminuirà il piacere dei prossimi assaggi.
  • In base al valore della bottiglia puoi anche decidere se utilizzarlo in cucina per le preparazioni 
  • Puoi informarti se la tua enoteca di fiducia ha una politica in caso di bottiglie fallate (Anche in questo caso, difficile ma non impossibile, d’altronde tentar non nuoce)

SE SONO AL RISTORANTE

Sei nelle mani dell’oste e non puoi sapere la storia della bottiglia, quindi il consiglio che ci sentiamo di dare è di fidarsi. 

Nel caso in cui il vino dovesse sapere di tappo avrai tutto il diritto di fare un cambio bottiglia, in quanto prodotto difettoso

Se con il cambio bottiglia il problema dovesse riproporsi cambiate etichetta.

Sarà poi il ristoratore a rivalersi sul produttore o distributore, l’importante è che segnali il difetto per far partire il tracciamento al contrario fino alla fonte (potrebbe essere fallato tutto il lotto di imbottigliamento).

In quel caso il ristoratore, a seconda degli accordi, raggruppa le bottiglie fallate e le invia al distributore per un reso o uno sconto sul prossimo ordine.

Last but not least, il giorno dopo brasato al Barolo! 

I nostri consigli

Il problema del tappo tocca tutti e quindi abbiamo stilato una lista di consigli utili, un piccolo vademecum che ti sarà utile quando ti troverai indecisi e titubanti davanti ad una bottiglia (o una vetrina).

  1. Quando apri una bottiglia che sa di tappo, controlla l’integrità del tappo e della capsula (colori, polveri, muffe… tutto quello che non rientra nello standard). Una memoria fotografica dei tappi fallati vi aiuterà quando ti troverai in situazioni di indecisione o dubbio.
  1. Assaggia anche quando sa di tappo, anche solo per conferma.

Questo è un esercizio per riconoscere i difetti, perchè non esiste solo il difetto di tappo e quindi è sempre utile fare un po’ di palestra.

  1. Compra sempre da enoteche, cantine e distributori che conservano il vino nel modo corretto.

Per intenderci… niente enoteche non climatizzate con scaffalature in vetrina e bottiglie lato strada con esposizione a sud durante il mese di Luglio.

  1. Compra ponendo attenzione alle persone, non alle etichette.

La fiducia è alla base dei rapporti, a maggior ragione con il nostro enotecario di fiducia!

In caso di problemi sarà sicuramente pronto a risolverli e mantenere la tua fiducia. (Questo consiglio è infallibile, applicandolo si riduce la possibilità di difetti nel vino della metà, per questo ci sentiamo di consigliarvi uno shop online ricco di piccole cantine)

  1. Per essere sicuro al 100% compra sempre due bottiglie.

Può sembrare una banalità, ma ti assicuriamo che se ne compri una e ti attende una delusione, la delusione per non averne un’altra da assaggiare sarà doppia!

  1. Nel caso in cui una bottiglia di vino, che sia bianco, rosso, rosè o spumante sapesse di tappo aprine subito un’altra per dimenticare il cattivo sapore.
  1. Nel caso in cui una bottiglia di vino rosso sapesse di tappo aprine subito un’altra per dimenticare. Con la prima potrai cimentarti nel famoso brasato al Barolo!

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Photo credit @unsplash

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